Reggio Approach

Raggio di sole si ispira alla filosofia educativa di Reggio Emilia, il “Reggio Approch”, che si fonda sull’immagine  di un bambino e, in generale, di un essere umano portatore di forti potenzialità di sviluppo e soggetti di diritti, che apprendono, crescono nella relazione con gli altri.
Questo progetto educativo globale, che viene portato avanti nelle Scuole e nei Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia e al quale si ispirano molte scuole di tutto il mondo, si fonda su alcuni tratti distintivi: la partecipazione delle famiglie, il lavoro collegiale di tutto il personale, l’importanza dell’ambiente educativo, la presenza dell’atelier, della cucina interna, il coordinamento pedagogico e didattico.
Seguendo la centralità dei “cento linguaggi” di cui l’essere umano è dotato, tramite gli spazi atelier viene offerta quotidianamente ai bambini la possibilità di avere incontri con più materiali, più linguaggi, più punti di vista, di avere contemporaneamente attive le mani, il pensiero e le emozioni, valorizzando l’espressività e la creatività di ciascun bambino e dei bambini in gruppo.

I nostri principi

L’asilo nido è un servizio per la prima infanzia, nato come “servizio sociale” in favore della madre lavoratrice, ma che oggi si sta sempre più affermando anche in quelle famiglie dove la madre continua ad occuparsi esclusivamente della vita domestica. Questo, lungi dall’essere indicativo del riconoscimento unanime del carattere educativo di una simile istituzione, segna però l’inizio della partecipazione del privato al sociale. A questa prima garanzia, ne emerge un’altra molto importante, riguardante il riconoscimento da parte del legislatore della centralità della figura del bambino da 0 a 3 anni. Questi, infatti, sono gli anni più importanti della vita di una persona, duranti i quali vengono poste  le basi affettive, intellettive e cognitive, che andranno a strutturare, poi, il suo Io futuro. È importante quindi che il bambino venga stimolato e viva esperienze rassicuranti, in modo tale da permettergli di sviluppare ogni suo potenziale latente.
Il nido in questo senso costituisce uno dei possibili mezzi per fare in modo che ciò accada. Giovandosi di personale qualificato e competente, a conoscenza delle varie tappe di sviluppo attraversate dal bambino nella prima infanzia, esso è in grado, infatti, si sollecitare adeguatamente e gradualmente ogni esigenza e potenzialità del bambino, tipica di ogni area di sviluppo. L’asilo nido diventa quindi anche un fondamentale strumento di supporto e guida per le famiglie, nel momento in cui queste si trovano a dover affrontare situazioni per le quali non hanno i mezzi per farvi fronte. Detto ciò, è fondamentale che si instaurino relazioni importanti tra gli educatori/trici e le famiglie, che si concretizzano nel dialogo giornaliero, all’entrata e uscita dei bambini dal nido,  nelle periodiche riunioni collettive per genitori, educatori, ed eventualmente esperti e nei colloqui individuali. Questo dialogo aperto con le famiglie avrà quindi come obiettivo, lo scambio di opinioni, di informazioni, di competenze, e il confronto, sugli aspetti più vari che riguardano tutto ciò che attiene al bambino.
Il nido può essere quindi definito un sistema di interazioni, nel quale i tre soggetti protagonisti del progetto educativo sono appunto tre: gli educatori, il bambino e la famiglia; tre soggetti inseparabili nella loro integrazione. Il nido, infatti, per svolgere al meglio il suo compito, deve preoccuparsi del benessere di ogni protagonista, in quanto il benessere o il disagio di uno di essi è correlato e interdipendente al benessere o il disagio degli altri due.
Questo benessere è fortemente legato alla qualità e alla quantità della comunicazione che intercorre tra le parti, della conoscenza e consapevolezza che le parti hanno dei bisogni e dei piaceri reciproci, delle occasioni di incontro e di aggregazione che si realizzano in un sistema di relazione permanente; quindi la partecipazione fattiva dei genitori è parte integrante dell’esperienza educativa.
Quanto detto, per sottolineare che l’essere educatore, come l’essere genitore, non è uno stato, ma un divenire, un crescere insieme, grazie appunto a questo scambio reciproco. Il micronido “Raggio di sole” è un servizio privato con impostazione laica ed indipendente, senza distinzione di razza, colore, sesso, lingua, religione. Chi frequenta il nido, bambino o adulto che sia, ha la libertà di esprimersi, ricercare e diffondere il proprio pensiero e le proprie esperienze.

Le Attività educative

Per le attività che si andranno a proporre, sempre basandoci e riferendoci a quanto attiene alla pedagogia reggiana, abbiamo adibito uno specifico spazio, molto particolare, chiamato “Atelier”. Come afferma il pioniere della pedagogia reggiana, Loris Malaguzzi, “L’atelier è parte di un disegno complesso, luogo aggiunto dove affondare ed abilitare la mano e la mente, dove affinare l’orecchio, l’applicazione grafica e pittorica, sensibilizzare il buon gusto e il senso estetico, decentrarsi in progetti congiunti con le attività disciplinari di sezione, ricercare motivazioni e teorie dei bambini dallo scarabocchio in su, variare strumenti, tecniche e materiali di lavoro, favorire trame logiche e creative, familiarizzare con le sintonie e le discrepanze dei linguaggi verbali e non.”.

Malaguzzi parla esplicitamente di linguaggio visivo come costruttore, al pari di altri linguaggi, di conoscenza e sentimenti, all’interno di una filosofia pedagogica, sociale e politica; proponeva, quindi, una filosofia educativa in stretta collaborazione con molte e diverse discipline, sostenuta da una chiara organizzazione del lavoro.
Vea Vecchi, una delle più importanti e conosciute atelieriste di Reggio Emilia, definisce il ruolo dell’atelier come una possibilità quotidiana di avere più punti di vista e dove il bello, non viene considerato un optional, ma una necessità del pensare e del vivere. Lo considera come un modo per distaccarsi e allontanarsi dai vecchi schemi pedagogici, rendendo attive le mani, la testa e le emozioni, una possibilità da dare ai bambini, per far emergere quelle loro eccezionali capacità che altrimenti rimarrebbero nascoste.
L’atelier diventa quindi uno spazio un po’ magico per i bambini, un posto che li attrae e che fa loro desiderare di entrarvi, dove far crescere l’immaginazione, la creatività e la fantasia. Può essere considerato un racconto, nel quale possiamo trovarci narrazione, osservazione, interpretazione e memoria. È un ascolto visibile, grazie al quale è possibile costruire tracce in grado di testimoniare i percorsi e  i processi rendendoli visibili.

In generale, è possibile individuarne ben sette:

In base alle attività che andremo a proporre, faremo sperimentare ai bambini diversi tipi di atelier.
SONORO non si intende  la musica solo come combinazione di suoni, ma accoglie anche tutte       quelle  sfumature sonore, dal rumore, al suono, alla musica. Vengono utilizzati materiali di vario tipo, in quanto ognuno di esso ha qualità sonore precise;
ALL’APERTO: raccoglie le esperienze con i bambini/e che si compiono all’esterno della struttura educativa; l’attenzione verrà posta su ricerche ed esplorazioni intorno al mondo naturale: sassi, foglie, alberi, rametti. Esso permette l’esplorazione di molteplici paesaggi visivi, olfattivi, tattili, sonori, e suggestivi contesti capaci di attivare legami speciali tra natura e i bambini;
TEATRALE: diventa il luogo della narrazione, della metafora, dove l’inganno si unisce all’illusione e la trasformazione diventa forma espressiva del sé. In questo caso, può essere presente un teatrino tradizionale, in cui sperimentare burattini, marionette, un telo delle ombre, in cui agire sagome intagliate o immagine proiettate; quindi un luogo aperto e modificabile, capace di accogliere scenari inaspettati. I bambini non sono solo spettatori, ma diventano loro stessi protagonisti, diventando registi, attori, narratori;
COSTRUTTIVO: detto anche tridimensionale, permette ai bambini di elaborare pensieri intorno alle tre dimensioni (altezza, lunghezza, larghezza) e a concetti come equilibrio, bilanciamento, senso delle proporzioni, pieno e vuoto.
DELLA LUCE: la luce si presta a suggestive esplorazioni percettive; i bambini riconoscono ed indagano con curiosità, fin da piccolissimi, le gradazioni luminose e il riflesso, nonché la propria ombra.
DEGLI INTRECCI: aggrovigliare, annodare, infilare, unire, ecc, sono azioni che caratterizzano questo atelier. L’intreccio è una forma espressiva in grado di esprimere emozioni; la manipolazione, invece, mette in relazione materiali di vario tipo, stoffe, maglie, filati. Ma possono essere utilizzati anche materiali tipo metallo, sassi, rame, legno, plastica, corda, ecc.
GRAFICO-PITTORICO: è caratterizzato da molteplici contesti di apprendimento, e necessita di una vasta gamma di strumenti e possibilità espressive diversificate; ciò permette ai bambini di conoscere le qualità del segno; con un solo strumento si possono tracciare segni differenti a seconda della pressione, velocità, supporto scelto. È importante quindi che i bambini abbiano il tempo di provarsi all’interno di queste varianti di segno e di tecnica: matite, pennarelli, pastelli, acquerelli, pastelli ad olio, a cera, gessetti.

Obiettivi

Il nido è un servizio educativo e sociale d’interesse pubblico e sociale, di supporto alle famiglie. Il suo obiettivo è quello di favorire lo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale dei bambini. Nella realtà culturale attuale, l’esperienza al nido rappresenta per il bambino una fondamentale possibilità di espressione di se stesso e della propria crescita.
In base a questi presupposti, Raggio di Sole si presenta come un ambiente pensato e strutturato, come sistema organizzato di opportunità offerte al bambino in risposta ai propri bisogni di crescita e di esplorazione. La centralità del bambino e della sua crescita, l’attenzione al genitore e alle sue istanze, la necessità di favorire una professionalità educativa adeguata al benessere del bambino, sono i valori fondamentali che hanno caratterizzato fin dall’inizio la nostra esperienza.
Attraverso esperienze e relazioni positive con altri bambini e con gli adulti, perseguiamo l’obiettivo di far maturare il bambino nella conoscenza e nella stima di se, degli altri e della realtà che lo circonda, accompagnandolo alla consapevolezza di essere persona desiderata e amata.
Ci impegniamo quindi ad offrire un servizio che pone al centro del proprio pensiero il bambino e la sua famiglia, valorizzandone le risorse e promuovendone le potenzialità. I nostri obiettivi sono quindi:

  • costruire cultura alla prima infanzia;
  • garantire l’attenzione e l’accoglienza non solo nei confronti del bambino, ma anche della sua famiglia nella sua totalità;
  • promuovere sostegno e supporto alla genitorialità;
  • garantire attenzione nell’accogliere e nel rispondere ai bisogni educativi della persona;
  • predisporre opportunità per la socialità di adulti e bambini;
  • progettare formazione con gli adulti educatori.

L’Alimentazione

Le CuocheL’alimentazione dei bambini è differenziata per fasce di età, equilibrata secondo le indicazioni di esperti dietologi della prima infanzia e preparata giornalmente da un servizio specializzato di alta qualità. Il  menù varia ogni giorno nell’ambito delle 4 settimane e, stagionalmente, con un ciclo per la stagione invernale ed uno per quella estiva. Il ciclo invernale è adottato indicativamente nei mesi che vanno da ottobre a maggio, mentre quello estivo riguarda i mesi compresi tra giugno e settembre.

Intolleranze

Su prestazione di certificato medico di base o del pediatra, con indicazione della diagnosi e delle prescrizioni dietetiche, possono essere preparate diete speciali. E’ riconosciuto il diritto a richiedere una dieta rispettosa dell’esclusione di determinati alimenti per ragioni di fede religiosa, facendone richiesta scritta alla direzione.  Il nido predispone di una cucina interna, quindi ogni pasto viene preparato per l’ora di pranzo dalla cuoca.

Menu’

Il menù settimanale è pubblicato nella bacheca delle comunicazioni ai genitori posta all’ingresso del nido. Non è consentito introdurre alimenti, dolciumi, bevande di alcun tipo all’interno del nido, se non in  caso di feste di compleanno dei bambini. In questo caso i genitori che vorranno, potranno portare al nido qualche dolce per festeggiare; questi dovranno essere però confezionati. Non è possibile portare dolci fatti in casa o di pasticceria, perché in caso di reazioni allergiche si deve essere in grado di risalire a quale alimento sono conseguite.

La Formazione

Fondamentale nel lavoro di un’educatrice sono sicuramente la formazione, l’aggiornamento e un continuo mettersi in gioco in tutto quello che si fa, come lo si fa, e come lo si propone, nel nostro caso, ai bambini. E’ importante perché, qualsiasi attività non è mai casuale, non è mai fatta “tanto per”, anche quando si ha a che fare con piccolini di pochi mesi. Ogni proposta ha come obiettivo quello di offrire ad ogni bambino un percorso di crescita, che gli permette di scoprire, conoscere, imparare; ognuno lo farà a suo modo, seguendo un processo proprio, unico, e saranno tutti processi validi in egual modo, perchè non esiste un modo di vedere le cose, ma infiniti.

Ricordiamo infatti che, come affermava Loris Malaguzzi, il bambino ha 100 linguaggi; 100 linguaggi che potrebbero appartenere a tutti, ma che purtroppo spesso solo i bambini, se adeguatamente stimolati, sono in grado di farceli scoprire. Quindi, noi educatrici, consapevoli dell’importanza di ciò che facciamo, riteniamo opportuno come,prima di tutto,dobbiamo essere noi stesse a conoscere, scoprire, imparare le infinite possibilità di quello che andremo a proporre ai nostri bambini. Sperimentando in prima persona potremo capire cosa può attirare la loro curiosità, il loro interesse.

Di conseguenza, ci siamo cimentate anche noi in una bellissima attività di luci forme e colori. Chi conosce un po’ il nostro modo di lavorare, sa che tra le cose che ci caratterizzano, c’è quella di lavorare con materiali non strutturati, di riciclo o di scarto. Ma come unire questi materiali con i giochi di luce, e proporlo poi ai bambini? Per scoprirlo, abbiamo partecipato ad un primo corso di Formazione presso il centro ReMida di Bologna, centro di riciclaggio ricreativo.

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Alla scoperta del melograno… un’esperienza polisensoriale, non solo il gusto ne è coinvolto…i nostri occhi brillano alla scoperta dei semi rosso scarlatto , ne ascoltiamo il rumore quando con le nostre ditina riusciamo a staccarne qualcuno…e non vorremmo che finissero mai!
Quanta magia nasconde questo bel frutto…

L’Inserimento

Durante l’inserimento il bambino avrà una sola figura educativa di rifermento; poi, in base al concetto dei rifermenti multipli, sarà abituato a stare serenamente con tutte le educatrici.

L’inserimento del bambino al nido è una fase molto importante e delicata. E’ una pratica di ambientamento sia per il bambino che per il genitore che deve essere portata avanti in modo lento e graduale. Molto probabilmente, infatti, con l’inserimento, è la prima volta che mamma e figlio si staccano l’uno dall’altro per un certo arco di tempo. Di conseguenza si mira ad evitare, soprattutto al bambino, alcune difficoltà legate alla situazione, al luogo e alle persone nuove.
Indicativamente, l’inserimento dura circa due settimane; a volte può durare meno perché il bambino si ambienta velocemente alla situazione nido, altre volte può durare più a lungo ( ciò può dipendere anche da quante ore il bambino si ferma al nido). In ogni caso esso verrà portato avanti in base alle sue esigenze.

Il nostro programma

L’inserimento, di norma, viene così attuato:

Primo giorno: dalle 9.30 alle 10.30, mamma e figlio stanno al nido insieme, per un’ora, con l’educatrice;
Secondo giorno: dalle 9.30 alle 10.30, si ha l’allontanamento del genitore per circa 10 minuti, tempo che può essere aumentato se il bambino è tranquillo;
Terzo giorno:  dalle 9.00 alle 10.45, il genitore rimane al nido solo per dieci minuti, poi può allontanarsi;
Quarto giorno: dalle 9.00 alle 11.00, il genitore saluta il bambino all’entrata, poi può andarsene e tornare all’orario concordato;
Quinto giorno: dalle 9.00 alle 11.45, primo pasto; il genitore torna dopo il pranzo;

Di solito il primo pranzo si prova alla fine della prima settimana di inserimento (venerdì); il lunedì seguente si riprende con lo stesso orario del venerdì per dare una continuità al bambino, quindi:

Sesto giorno: dalle 9.00 alle 11.45, primo pasto; il genitore torna dopo il pranzo ;
Settimo giorno: dalle 9.00 alle 14.30 (indicativo) prima nanna, il genitore verrà chiamato non appena il bambino si sveglia;
Ottavo giorno: dalle 9.00 alle 15.30, nanna e al risveglio la merenda alle ore 15.00;
Nono giorno: dalle 9.00 alle 16.30;

Decimo giorno: permanenza al nido con l’orario prestabilito;
In caso di frequenza part-time, l’inserimento per quanto riguarda il sonno e il pomeriggio non avrà luogo.

Durante tutto il tempo dell’inserimento, il genitore che accompagna il bambino deve rimanere reperibile.

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